CONSULENZA PERSONALE

Impara a guidare la tua mente e le tue emozioni, per diventare la persona che vuoi veramente essere. Da ormai quasi 15 anni aiuto i miei clienti usando l'ipnosi, la Programmazione Neuro-Linguistica, i metodi intuitivi e quello dell'apprendimento rapido per aiutare i miei clienti su misura, secondo le loro necessità. Da tempo sono uno dei maggiori esperti italiani in Ipnosi, PNL e di crescita personale. Con la consulenza personale (1to1) e con la formazione su misura (Personal Training) possiamo, in modo mirato, rapido ed efficace, farti ottenere i cambiamenti e i risultati che desideri. Non è una scienza esatta e non possiamo promettere miracoli, ma nella maggior parte dei casi con il mio aiuto è stato possibile raggiungere gli obiettivi voluti dai miei clienti.
DOVE: a MILANO e BOLOGNA su appuntamento
PER INFORMAZIONI SU MODALITA’ E TARIFFE SCRIVI :
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Articolo: PNL e ipnosi per aumentare sicurezza e fiducia in te stesso
Tra le richieste più frequenti che ricevo c'è quella di lavorare sull'autostima, sulla sicurezza e sulla fiducia in se stessi. Questa qualità servirebbe di più sul lavoro, ma spesso aiuto anche ad aumentarla per affrontare scelte o periodi difficili e incerti, in campo privato.
Molte volte le persone sono impaurite, bloccate, oppure rimuginano continuamente sui loro problemi e sulle situazioni che le coinvolgono, incapaci di superarle senza un aiuto professionale. Questa fase di stallo in alcuni casi continua per mesi o addirittura per anni.
In diversi casi questo porta, o contribuisce a portare, il cliente a pesanti dipendenze da tabacco, alcool o sostanze, perchè solo così può trovare un illusorio e momentaneo sollievo. Qualcun altro nel tempo diventa dipendente da farmaci e tranquillanti. Queste soluzioni comunque non risolvono il problema di fondo, anzi ne creano altri più gravi. In certi casi ho visto che questa situazione nel tempo porta a problemi di salute, come minimo stati di ansia, insonnia, tachicardie, altri problemi psicosomatici. Di questi io non sono esperto ma mi vengono riferiti spesso. In questi casi consiglio sempre al cliente l'aiuto del medico oltre a considerare altri tipi di aiuto.
Come Trainer il mio contributo è usare la PNL, l'ipnosi e le altre tecniche che conosco per aumentare sicurezza, fiducia, coraggio. In tutti i casi possibili la cosa migliore è insegnare al cliente metodi che poi potrà utilizzare in modo autonomo. Abbiamo tecniche molto efficaci che quasi sempre migliorano nettamente oppure risolvono la situazione. In particolare una tecnica ipnotica chiamata “Self streghtening” aiuta il cliente a programmare nuovi stati di sicurezza e di agio di fronte alle situazioni che prima lo impaurivano e bloccavano. Poi, diverse tecniche di PNL, tra le quali la “Tecnica dello specchio” ed una tecnica modificata del “Cerchio dell'eccellenza” possono essere efficacemente combinate con l'ipnosi per avere rapidi risultati.
Va detto che non è sempre semplice. Infatti ogni cliente ha una sua storia personale dove si sono costruiti equilibri con vantaggi secondari intorno ai suoi blocchi/insicurezze; questi a volte sono difficili da scardinare. Ogni stato limitante ha sempre un'intenzione positiva inconscia, quindi una maggiore sicurezza va sempre guidata con attenzione all'ecologia del cambiamento. Il Trainer esperto deve anche saper distinguere quali clienti può prendere e quali deve rifiutare, perchè non di sua competenza, ma bisognosi di cure mediche o psicologiche. Per questo un Trainer esperto e preparato è assolutamente necessario in questi casi. Ricordo che verso la fine degli anni '90, all'inizio della mia carriera, non ero di certo in grado di farlo con sicurezza come oggi, con tutta l'esperienza accumulata in ormai 15 anni di attività.
Ho visto purtroppo anche qualche caso di persone che, non risolvendo questa questione, sono diventate dipendenti da sostanze, qualcun altro ha addirittura avuto infarti o ischemie dovuti a un troppo prolungato disagio e stress, mentre altri sono solo rimasti per anni intrappolati in situazioni senza via d'uscita. Ovviamente lo dico non per preoccupare chi legge, ma per sottolineare quanto sarebbe importante “prendere il toro per le corna” per intervenire, senza lasciare il problema irrisolto a peggiorare nel tempo
Ripeto: l'ipnosi dedicata al raggiungimento di obiettivi assieme alla PNL sono metodi efficaci e piuttosto rapidi per ottenere risultati notevoli con un ciclo di 5/10 sessioni, nell'arco di 1 o 2 mesi. In media questo è il tempo necessario e sufficiente per un intervento che produce buoni risultati nella maggioranza delle persone. Ovviamente, in alcuni casi il tempo necessario è minore, in altri maggiore.
Di certo l'investimento, specialmente di questi tempi, per alcune persone è non indifferente. D'altra parte è una buona decisione, visti i vantaggi ma anche i risparmi che porta (soldi risparmiati per tabacco, alcool, farmaci o droghe) che sono i rimedi “fai da te” piu' comuni al non affrontare veramente e risolvere i problemi. Prima che diventino di competenza del medico o dello psicoterapeuta, o quanto meno che producano danni, un Trainer può aiutare con efficacia, specie se la questione emerge in campo professionale, imprenditoriale o manageriale.
Invito quindi, come minimo, a informarsi su questa possibilità.
Francesco Martelli
Articolo: Ipnosi ed autoipnosi
Nell'ipnosi moderna si dice che qualsiasi forma di ipnosi in realtà è una forma di autoipnosi. In altre parole per potere ottenere un fenomeno ipnotico è sempre necessario un consenso ed una partecipazione attiva del soggetto, a livello consapevole oppure a livello inconscio.
Pau lMcKenna, noto esperto (Master Trainer) di ipnosi e PNL, partner di RichardBandler in UK, afferma che il più forte ipnotista del mondo sei proprio tu, su te stesso: ti autoipnotizzi continuamente con ciò che pensi e con ciò che ti ripeti di continuo.
Questo effetto autoipnotico è nella stragrande maggioranza dei casi inconsapevole. In effetti, come istruttore di Ipnosi, confermo che insegnare l'ipnosi el'autoipnosi è in buona parte questione di portare alla consapevolezza conscia dello studente il controllo di qualcosa che normalmente tutti fanno, ma inconsapevolmente e casualmente
Questa idea contrasta con la visione tradizionale dell'ipnosi come qualcosa di speciale, magico, particolare, che solo pochi individui dotati di uno speciale magnetismo posseggono. In realtà nella visione contemporanea dell'ipnosi,dell'autopinosi, degli stati di trance, dei livelli di profondità della trance,si pensa che questi siano fenomeni molto più vicini all'ordinario, e comuni a tutti, molto più di quanto un tempo si pensava.
Certamente ogni stato ipnotico o auto ipnotico vedono una modificazione dello stato di coscienza, indotto dall'ipnotista oppure autoindotto, che è misurabile tramite l'elettroenecefalografo in termini di modifica delle frequenze celebrali. In più lo stato di trance induce sempre una modifica di percezioni, emozioni,convinzioni e comportamenti, come conseguenza.
Il problema è essere inconsapevoli e fuori controllo di questi fenomeni e meccanismi, che comunque accadono continuamente a ciascuno di noi. Per molte persone l'autoipnosi negativa, inconsapevole, diventa un freno a mano tenuto tirato costantemente, un auto sabotaggio grave e continuo. In più, sono anche estremamente sensibili e ricettive alle suggestioni ipnotiche ricevute da altri(società, politica, media, pubblicità, famiglia, ambiente di lavoro,partner..).
Non servirebbe seguire un corso di laurea in medicina o in psicologia, ma neppur e anni di studi, soltanto un impegno di tempo e di denaro accettabili, pe rdivenire consapevoli e padroni di questi effetti.
Purtroppo la maggior parte delle persone sceglie di destinare in altro modo il suo tempoe denaro, per poi lamentarsi di essere sempre più immersi nei problemi, nelle difficoltà emotive, economiche, legate alla propria realtà. In casi estremi ho visto addirittura persone avvitarsi in una crisi sempre più profonda fino a cedere del tutto a livello fisico, oppure emotivo, o finanziario, senza ancora riuscire a comprendere veramente quale sia stato il problema di fondo.
Studiare,apprendere l'autoipnosi e l'ipnosi avrebbe molto aiutato queste persone ad avere risultati migliori. La possibilità esiste ed è concreta, così come anche ottenere aiuto mediante l'ipnosi, per quelli che non hanno voglia, tempo o denaro per diventare esperti in prima persona.
Se imparare l'ipnosi e l'autoipnosi in effetti non è proprio una cosa da tutti,ricorrere all'aiuto di un ipnotista per raggiungere i propri obiettivi è alla portata di molte più persone ed è estremamente efficace.
Posso consigliare quindi, molto caldamente, a tutti di approfondire queste possibilità, per risolvere più velocemente i propri problemi e riuscire ad avere più successo. Francesco Martelli
Articolo: Ipnosi per superare l’ “ansia da prestazione”
Spesso mi trovo a lavorare con persone che vogliono superare l’”ansia da prestazione”: musicisti,ballerini, sportivi, persone che devono fare presentazioni in pubblico,chiudere trattative importanti o studenti di fronte agli esami.
Molti di noi probabilmente possono ricordare un episodio nel quale i pensieri, le sensazioni e magari anche le azioni fatte contribuivano a creare uno stato di disagio. Questa“ansia da prestazione” può addirittura minare la fiducia in se stessi e ridurre di molto i risultati che si riescono a raggiungere in carriera. Io stesso ero un bambino molto timido con la paura di affrontare ogni tipo di “prestazione”.Quindi capisco benissimo come ci si sente e quanto è importante riuscire a superare queste limitazioni.
Una prima questione da esplorare è cosa il cliente fa, involontariamente, per produrre quello stato di disagio. Poi bisogna anche capire cosa sta facendo per ridurlo o per evitarlo,e se ciò che fa funziona o invece non la migliora, o se addirittura peggiora la situazione.
Dato che lo stato di malessere può essere molto forte, fino addirittura a bloccare la persona con“sintomi” fisici molto pesanti, molti tra artisti, musicisti e manager cercano di combattere questa situazione con sostanze. Mentre gli atleti sono controllati contro il doping così non è per gli altri. Quindi molto spesso si usano farmaci betabloccanti, che tolgono efficacemente i sintomi, ma non rimuovono il problema che sta alla base di questi stati mentali. Senza l’uso di questi farmaci o sostanze la mente continua ad andare in tilt, continuano a fare previsioni negative, le gambe tremano, la bocca si secca, il respiro quasi si blocca, e così via.
Quindi la questione è capire esattamente che succede dentro alla testa di quella persona, per poi affrontare e togliere questi meccanismi di auto sabotaggio.
Quasi sempre il meccanismo è inconscio e si è creato molti anni prima, spesso da bambini o da ragazzi, con un evento che ha fatto iniziare disagio. In molti casi questo episodio non è stato affatto traumatico o grave in sé, ma la mente lo ha registrato come talee continua a far continuare il suo effetto negativo.
Conosco persone che, non avendo in realtà risolto il problema, l’hanno visto sempre peggiorare finendo in alcuni casi addirittura per perdere il lavoro, perché questa situazione non gli permetteva di raggiungere risultati sufficienti. Altri sono finiti per diventare gravemente dipendenti delle sostanze che assumono per cercare di controllare la cosa.
Ho lavorato con moltissime persone su questo tipo di problemi e posso dire che quasi sempre, direi nel 95%dei casi, cioè se il cliente veramente vuole impegnarsi con me a superare il problema, il risultato è garantito. Eventualmente, caso per caso, si tratterà di vedere quanto tempo e quali esercizi e tecniche sono necessari. In generale però basta poco tempo: qualche sessione basta per cancellare e riprogrammare la memoria inconscia.
L’ipnosi per aiutare a raggiungere obiettivi, come in questo caso è arrivare a fare la propria prestazione con sicurezza ed efficacia, è un metodo completamente sicuro e naturale, senza effetti collaterali. Diversamente dai farmaci o dalle sostanze,porta a cambiamenti positivi definitivi.
Francesco Martelli
Articolo: Autostima, sicurezza, fiducia e coraggio
Si parla di scarsa autostima riferendosi a mancanza di fiducia in se stessi, poca determinazione e coraggio nell’affrontare situazioni e difficoltà. In effetti l’autostima è il grado di valore attribuito a se stessi, che dipende dall’immagine di sé. Questa immagine è ciò che si pensa di essere, tanto a livello consapevole quanto a livello inconscio. I pensieri vanno a determinare i nostri comportamenti e finiscono per creare i risultati che otteniamo. Pensieri e dialogo interno possono mantenere, migliorare oppure peggiorare la percezione di se stessi, creando comportamenti, abitudini, azioni e risultati.
Per aiutare le persone a ritrovare sicurezza, fiducia e coraggio è sempre necessario, in qualche modo, riprogrammare il dialogo interno ed i pensieri (film e immagini mentali) che fanno quotidianamente. E’ anche fondamentale riuscire ad aumentare le sensazioni (“stati”) positive e potenti, cambiando l’abitudine a passare la maggior parte del tempo in stati “negativi”. Questi si installano ripetendo costantemente pensieri e parole piene di negatività.
Le persone che hanno paure o prospettive negative vanno aiutate anzitutto a prendere il controllo della propria mente. E’ necessario che capiscano che è loro possibilità e loro responsabilità determinare il proprio stato emotivo ed i loro pensieri. Finchè lasciano che sia indotto dalle abitudini inconscie, dalla TV, dalla famiglia o da altro, sono completamente fuori controllo e tendono ad attribuire a chiunque altro, a qualunque motivo tranne che a se stessi, i loro problemi. Capire che possono prendere il controllo della situazione è il primo passo per invertire la rotta.
Una delle prime e più utili cose da fare è dotare le persone di “ancore”, cioè di modi di controllare e di attivare volontariamente emozioni positive e piene di risorse. Di sicuro ogni persona ha qualche risorsa dentro di sé, che può essere riattivata, potenziata e resa disponibile più spesso.
Altra cosa che il consulente (o coach) deve essere capace a fare è sdrammatizzare e ridimensionare (cioè ristrutturare) i problemi e le difficoltà del cliente, in modo che capisca che può prenderne il controllo. Questo vale anche, anzi tanto più, quando sta affrontando problemi gravi e pesanti. E’ un passaggio fondamentale per risolverli.
Un ulteriore punto importante è far capire che, oltre che risorse e capacità che può mettere in campo con più forza e più spesso, tutti noi siamo capaci di imparare, cambiare opinione, cambiare abitudini. A volte questo è possibile farlo velocemente. Tutti abbiamo qualcosa che ci appassiona e che ci piace, qualcosa in cui riusciamo bene. Quasi tutti abbiamo almeno qualche periodo della vita con ricordi positivi e belle sensazioni. Tutti questi punti forti vanno aumentati e riattivati
Il consulente dev’essere abile a riattivare, ancorare e riprogrammare l’accesso a queste risorse, in un modo metodico e quasi scientifico, ma anche artistico. Per questo la PNL e l’ipnosi sono state spesso descritte come “l’arte e la scienza dell’eccellenza”.
E’ quasi superfluo dire che la sinergia tra i metodi del coaching e quelli dell’uso dell’ipnosi applicata al raggiungimento di obiettivi producono gli effetti più forti e rapidi. Ovviamente anche l’esperienza e l’abilità del Trainer che usa questi metodi è determinante.
Francesco Martelli
Articolo: Studiare la personalità: un modo per crescere sul piano personale e professionale
Come ho già scritto in altri articoli, conoscere bene la personalità, la propria e quella degli altri, aiuta moltissimo a comprendere come superare problemi, migliorare le scelte e le azioni. Conoscere bene se stessi permette di risolvere efficacemente le difficoltà, scegliendo la soluzione più vicina al nostro modo di essere, e permette di prendere più spesso decisioni giuste.
Per chi lavora aiutando altre persone, in più, aiuta a riuscirci meglio e più velocemente.
Uno dei metodi che possiamo imparare è l’iridologia applicata allo studio della personalità. Secondo il metodo che conosco e uso, quello del naturopata inglese Chris Ryan, abbiamo quattro tipi fondamentali di iride. L’iride è la parte colorata dell’occhio umano, attorno alla pupilla. Osservandola attentamente possiamo scoprire molti segni rivelatori, certi e precisi, in quanto sono una fotografia delle caratteristiche genetiche e delle esperienze accadute nella vita di una persona.
Un tipo fondamentale è la personalità sensibile, intuitiva, abile nei rapporti interpersonali, empatica, ma stabile ed equilibrata. Il tipo opposto è quello emotivo, dinamico, mutevole, spontaneo, socievole. Un terzo tipo è la personalità analitica, logica, verbosa, con molte conoscenze, attenta ai dettagli, lucida, con potenzialità di leadership. Il quarto tipo è quello più imprevedibile, vitale, creativo, esagerato, motivato, originale, orientato a realizzare i suoi sogni.
Questi quattro tipi fondamentali si possono facilmente distinguere dalle caratteristiche delle fibre (conformazione) dell’iride. Possiamo poi osservare moltissimi altri tratti che rivelano anche, per esempio, lo stile di comunicazione (visivo, uditivo, cinestesico) e quello di apprendimento, la predisposizione a determinati tipi di attività, piuttosto che altri, le principali paure, e così via. In pochi secondi abbiamo un quadro completo delle caratteristiche di quella persona.
Come già detto, esistono poi i quattro incroci dei quattro tipi principali, con altre quattro personalità "secondarie o miste" ma a loro volta ben caratterizzate. Oltre a questi caratteri, possiamo osservare altri segni ancora, come quelli circolari attorno alla pupilla ed alla periferia esterna dell’iride, che possono indicare altri aspetti come l’equilibrio, la determinazione, l’orientamento ai risultati, mentre altri indizi indicano la dominanza emisferica. Perciò abbiamo una gran quantità di informazioni utili, anche senza entrare nelle complicatissime distinzioni che solo gli iridologi più esperti e attenti potrebbero notare.
Per quel che serve alla persona comune è sufficiente dedicare un po’ di tempo ad imparare quali sono i segni e gli aspetti fondamentali da osservare, poi fare abbastanza pratica in modo da abituarsi a riconoscere le caratteristiche delle diverse persone. Se invece vogliamo soltanto conoscere meglio noi stessi, basta imparare bene tutti gli aspetti importanti che possiamo vedere nella nostra iride ed il loro significato, così come ciò che comporta: conseguenze, caratteristiche, azioni possibili.
Invito chiunque a servirsi di questo metodo, utilissimo, di autoconoscenza e di auto aiuto, perché ci da una fotografia accurata ed esatta della nostra personalità, indicando così le soluzioni migliori alle nostre sfide e difficoltà. Per chi lavora con altri, inoltre è anche un ottimo modo per conoscere immediatamente tutte le caratteristiche salienti di qualcuno, anche senza che questo apra bocca. Molto interessante!
Francesco Martelli
Articolo: Leggere l’iride per capire la personalità: un ottimo aiuto
Anni fa ho imparato da un naturopata di Londra, Chris Ryan, il metodo per lo studio della personalità osservando l’iride dell’occhio umano. L’iridologia è una scienza nota, usata regolarmente per indagare le condizioni di salute. Come consulente nelle risorse umane la uso perché è estremamente utile per comprendere velocemente in modo certo la personalità di un individuo. Questa applicazione è molto meno conosciuta e utilizzata di quelle terapeutiche. La lettura dell’iride mi ha chiarito le idee diverse volte in casi molto importanti e delicati al lavoro con clienti. In più mi ha dato informazioni importantissime per comprendere me stesso e il mio modo di comportarmi. Questo è il motivo per il quale consiglierei a tutti di usarla.
L’iride è come una impronta digitale, una radiografia o una fotografia: descrive esattamente e precisamente quelli che sono i nostri programmi mentali, la nostra personalità. Secondo il metodo di Chris Ryan esistono quattro tipi principali di iride e quattro tipi secondari (incroci), quindi in totale 8 tipi di iride che si possono osservare.
Ogni tipo ha caratteristiche particolari ben distinte dalle altre, osservabili con chiarezza dopo un po’ di pratica. Oltre alla struttura fondamentale si devono osservare altri elementi che, se presenti o assenti, guardando entrambi gli occhi, permettono rapidamente di capire quell’individuo.
Un altro esempio che uso spesso per spiegare di che si tratta è che l’iride è come una mappa dei programmi presenti dentro un computer. Infatti questi segni indicano programmi inconsci che mettiamo in atto quotidianamente, che dipendono principalmente dalla nostra struttura genetica. L’iride si forma e si struttura nei primi 8 anni di vita. In seguito si è osservato che eventualmente si possono solo aggiungere segni, ma non ne sparisce nessuno di quelli già presenti.
Di sicuro le persone cambiano nel tempo in base alle esperienze, ai traumi, agli eventi della vita, ma sempre per accumulo (per addizione) e mai per sottrazione. In altre parole, ad esempio, una persona molto introversa, indipendente e creativa, non ho mai visto che diventi l’opposto. Più probabilmente si potrebbe osservare una sua evoluzione con maggiore capacità di comunicare, di socializzare e di coesistere con gli altri, ma rimarrebbe comunque una persona piuttosto introversa e indipendente.
Si può facilmente imparare ad osservare le caratteristiche di introversione o estroversione, la dominanza emisferica (prevalenza di una personalità logica, razionale, analitica piuttosto che una intuitiva, creativa, attiva), il grado di indipendenza, di determinazione, la capacità di raggiungere obiettivi e molti altri segni.
Anche se la lettura completa dell’iride è complicatissima, con il metodo di Chris Ryan ho imparato in tempi brevi a leggere e riconoscere i segni per avere un quadro generale ma completo. Oltre che per un consulente come me, è una conoscenza estremamente utile per se stessi e per la propria crescita personale. Prima di fare scelte importanti di lavoro o di carriera, di amore o relazioni, ma anche riguardo cosa scegliere di fare per migliorarsi, è molto opportuno conoscere se stessi in modo certo e inequivocabile. Meglio lo yoga, il free climbing o la barca a vela, per migliorare la calma e la concentrazione? Dipende dalla tua personalità.
Se si hanno problemi di salute di solito viene prescritto di fare le analisi per vedere com’è la situazione; quando un computer non funziona bene l’informatico guarda subito l’elenco dei programmi installati nel pc. Così prima di prendere decisioni importanti sarebbe bene sapere come stanno le cose dentro di noi e "in che modo funzioniamo", in modo certo, invece di ignorarlo completamente oppure sapendolo solo vagamente. Nessun medico, tecnico informatico o nessun professionista serio farebbero interventi prima di aver compreso bene la situazione. Infatti qualsiasi azione rischierebbe di essere inutile o addirittura dannosa se fatta senza cognizione di causa e consapevolezza.
Prima di fare scelte sbagliate riguardo il lavoro, in affari o in amore e prima di sbagliare anche strada mentre si cerca di rimediare alla situazione attuale, è estremamente utile imparare un metodo simile oppure ricorrere ad un esperto per una consulenza. E’ una conoscenza molto utile ma soprattutto importante per se stessi.
Francesco Martelli
Articolo: Hypnotic Skill Coaching per manager
Tra le abilità manageriali importanti sulle quali lavoro più spesso ci sono quella di raggiungere obiettivi, la capacità di gestire lo stress e la persistenza e la tenacia necessaria a superare gli ostacoli. La maggior parte dei manager, compresi i top manager che hanno già fatto abbondante formazione su questi temi, si scontrano di nuovo con questi problemi, anche perché il presente è diverso dal passato, visti gli scenari economici attuali.
Per questo motivo un percorso di Hypnotic Skill Coaching aiuta il manager ad acquisire o rafforzare le abilità anche se in passato le hanno già dimostrate.
Una capacità importante per riuscire a raggiungere obiettivi è stabilire priorità tra obiettivi di diverso grado e importanza. E’ naturalmente necessario stabilire quanti obiettivi si hanno e quali questi obiettivi esattamente sono. Poi va data una priorità a ognuno per riuscire ad agire al meglio. Questo conviene farlo, altrimenti è facile che nella fretta e nella concitazione dell’attività quotidiana ci si ritrovi a non spendere il tempo, l’energia e la concentrazione necessarie sugli obiettivi più importanti. Spesso vedo che ci si concentra su altri, magari su quelle che sembrano le necessità più immediate e che sembrano urgenti nel momento.
Per fare un esempio, ho un cliente che è Amministratore Delegato di una azienda ed ha un obiettivo importantissimo a medio termine. Lo deve realizzare tra alcuni mesi e su questo è massimamente concentrato, ma per raggiungerlo deve realizzare prima altri obiettivi "di tappa": alcuni di fatturato, alcuni di gestione. In più deve raggiungerne altri ancora, come guidare efficacemente il top management mediante riunioni e con la gestione efficace dei rapporti individuali con ogni manager. Senza fare chiarezza mentale nel suo caso l’importanza dell’obiettivo prioritario di medio termine gli fa perdere di vista gli obiettivi di breve termine, pure indispensabili per poter raggiungere l’altro. Dedicando alcune sessioni di Hypnotic Skill Coaching a questo lavoro di chiarezza sugli obiettivi è anche emerso quali siano le abilità da rinforzare, oltre la stessa abilità di "goal planning".
Con un altro cliente, uno degli amministratori di una media azienda, abbiamo dedicato un ciclo di sessioni più breve (incontri settimanali per un totale di circa due mesi) per migliorare la sua capacità di gestire lo stress. Il suo ruolo con i ritmi di lavoro che prevede, molti viaggi e poco tempo libero gli impedivano di dormire di notte, mettendo a rischio la sua lucidità manageriale e la salute. La parte logico-razionale del coaching gli ha permesso di mettere a fuoco le azioni con i correttivi al suo stile manageriale e allo stile di vita, per migliorare la sua situazione. La parte ipnotica dello skill coaching gli ha permesso, tra l’altro, di potersi concedere delle brevi "mini vacanze" mentali che gli possono far recuperare energie, riposo e vitalità in pochi minuti.
Un piccolo imprenditore, che è il presidente della sua azienda, invece ha lavorato con me sullo Skill Coaching ipnotico per migliorare le abilità di persistenza e costanza che gli sono necessarie per superare un momento difficile. In questi tempi era assalito dalla paura di non riuscire a gestire la situazione, perché in passato in altre situazioni simili aveva fallito. Aveva trovato giustificazioni per i suoi insuccessi con vari motivi: attribuiva al mercato, ai clienti, ai fornitori, ad altre persone ancora ma non a se stesso, le cause del fallimento. Era anche sopraffatto dal rimpianto di non aver agito diversamente. Di conseguenza era completamente bloccato, incapace di reagire alla situazione attuale.
Anche qui un insieme di considerazioni logico-razionali ottenute con la parte conscia di skill coaching aggiunte alla parte ipnotica, dove abbiamo lavorato per allineare l’inconscio a questa sua nuova consapevolezza, è stato il punto di svolta per sbloccare la situazione.
In tutti e tre questi casi l’Hypnotic Skill Coaching aiuta enormemente il manager a sviluppare o rafforzare le abilità che servono al momento. I benefici si fanno vedere e sentire già in poche settimane, mentre i vantaggi più evidenti si manifestano nel giro di 3-4 mesi, per consolidarsi in 6-8 mesi.
Francesco Martelli
Articolo: Hypnotic Skill Coaching per migliorare abilità
Il coaching è un metodo ormai molto noto e diffuso che aiuta a raggiungere obiettivi a sportivi, imprenditori, manager o a chiunque voglia realizzare risultati. Il coach guida il cliente per mezzo di domande e varie attività per aiutarlo ad usare tutte le sue risorse, comprese quelle delle quali è inconsapevole. I pregi del coaching sono diversi; il principale mi sembra quello di essere un metodo "ecologico" e focalizzato sul cliente. Il metodo limita anche le possibilità di errore e di interventi sbagliati da parte del coach. Il principale limite è che se il coach non è particolarmente abile e specialmente se non è in grado di lavorare con le risorse e con i limiti inconsci del cliente l'intervento può risultare poco efficace. Tutto dipende dalle abilità, preparazione ed esperienza del coach.
L'ipnosi, come è noto, è un metodo molto più antico di intervento basato sul comunicare alla mente inconscia del cliente ed allinearla agli obiettivi da raggiungere, disinnescando eventuali conflitti, fattori limitanti ed auto sabotaggi. L'ipnotista dev'essere un esperto della comunicazione con la mente inconscia, oltre che con quella conscia, del cliente. Anche qui è determinante l'abilità e l'esperienza dell'ipnotista. Il pregio è l'alta efficacia e rapidità dei risultati, in confronto ad altri metodi, dato che si allineano in sinergia le parti della mente, conscia e inconscia. Il limite è che, più che nel coaching, il cliente è "nelle mani" dell'ipnotista al quale si affida. In teoria è più facile che l'ipnotista commetta errori o sia poco efficace, se inesperto o impreparato, dato che in ipnosi tutto accade indotto dalla guida dell'ipnotista.
Lo skill coaching è un metodo di coaching manageriale rivolto a migliorare una o più specifiche abilità (ad esempio la creatività, l'intuito, la comunicazione in pubblico, la persuasione, etc, per restare nelle abilità manageriali). Dispone di strumenti molto metodici e precisi per definire, diagnosticare, intervenire efficacemente sullo sviluppo dell'abilità. Prevede una durata di medio termine (6-8 mesi) durante i quali si osserva quasi sempre un netto miglioramento dell'abilità bersaglio. Inutile dire che vale anche qui ciò che ho detto per il coaching più in generale. In più, nel caso lo "Skill coach" non sappia intervenire sull'inconscio del cliente, l'abilità bersaglio potrebbe essere molto più difficile da sviluppare in modo sensibile e duraturo. Infatti come sappiamo le abilità dipendono in larga misura da stati mentali, convinzioni, valori e comportamenti che per la maggior parte sfuggono alla consapevolezza della persona, avendo origini e motivazioni inconscie.
Potendo mettere assieme i punti forti di tutti i tre metodi, un esperto di skill coaching e di ipnosi può offrire uno skill coaching ipnotico, mirato allo sviluppo di una o più specifiche abilità bersaglio: l'Hypnotic Skill Coaching. In confronto al normale skill coaching la differenza è che la metà del tempo delle sessioni viene usato impiegando l'ipnosi e ad insegnare l'autoipnosi al cliente. Così si riesce ad allineare la mente inconscia del cliente al lavoro metodico e prevalentemente logico-razionale che è comunque necessario nel processo di coaching.
Negli ultimi nove mesi ho messo a punto e sperimentato questo metodo su diversi top manager (Ceo, Direttori di funzione), imprenditori e qualche sportivo. I risultati sono stati molto positivi sia per gli interventi di medio termine che per quelli di breve termine (4 settimane con incontri settimanali) per obiettivi molto vicini nel tempo o limitati. A questo punto è un metodo che indubbiamente preferisco alla sola ipnosi e al solo coaching, quando devo lavorare per migliorare notevolmente abilità che sono indispensabili a un cliente. In altri articoli approfondirò l'argomento e le varie possibilità di applicazione.
Francesco Martelli
Articolo: Ipnosi per la convinzione di poter raggiungere obiettivi Uno degli usi più efficaci dell'ipnosi non terapeutica è aiutare a raggiungere obiettivi di vario tipo: professionali, di affari, sportivi, cambiamento di abitudini e così via. Non sempre la cosa è semplice quanto sembrerebbe. E' per questo che a volte l'ipnosi sembra essere inefficace. La realtà è che solo un ipnotista esperto conosce e può aggirare gli ostacoli più frequenti al cambiamento. Prendiamo il caso di una persona che vuole cambiare una abitudine, come smettere di fumare, oppure smettere di mangiare in eccesso e rimettersi in forma. L'ipnotista dovrà analizzare sia i fattori che motivano al cambiamento desiderato sia quelli che lavorano contro il cambiamento. Molti ipnotisti non lo fanno, lavorando solo sulle motivazioni positive. Così l'intervento può risultare inefficace. La sola abitudine (ripetizione di azioni quotidiane) è di per se un potente motivo per continuare nel vecchio modo. La scelta di prendere quell'abitudine, inizialmente, è spesso stata una scelta con motivazioni specifiche. Aver portato avanti per anni l'abitudine ha sicuramente portato la persona a identificarsi nell'azione (ad esempio l'abitudine a fumare porta la persona nel tempo a definirsi "fumatore"). Tutte queste motivazioni messe insieme devono essere affrontate dal consulente ed utilizzate come leva nel lavoro ipnotico di cambiamento. In alcuni casi esistono poi conflitti interni inconsci importanti, cioè conflitti tra diversi tipi di desideri che agiscono tutti sotto la soglia di consapevolezza. Per affrontare questa situazione l'ipnotista deve introdurre nell'intervento un'integrazione delle diverse motivazioni in conflitto. Un consulente non esperto può non avere successo anche se non affronta adeguatamente i tentativi falliti in passato fatti x cambiare l'abitudine. Anche l'auto-indulgenza e l'auto-giustificazione che caratterizza alcune persone, o ancora invece le critiche che il soggetto riceve da altri (spesso il compagno o i genitori) oppure anche l'autocritica e l'eccessiva severità verso se stessi, sono tutte situazioni frequenti. Questi sono fattori che, se presenti, possono creare sensi di colpa, togliere motivazione ed alla fine rendere più difficile la soluzione del problema. Negli ultimi tempi mi è capitato, ad esempio, di lavorare con un giovane imprenditore alla ricerca di riuscire a gestire efficacemente lo stress. Un altro cliente è un imprenditore già affermato che sta cercando di vendere la sua attività. Una terza cliente con la quale sto lavorando è una coach professionista fresca di formazione che desidera iniziare sul serio l'attività ma si sente incerta e impreparata. In tutti e tre questi diversi casi ho usato l'ipnosi per aiutarli a raggiungere i loro obiettivi, ma in tutti i casi le motivazioni "negative", i conflitti interni e gli ostacoli ai quali ho accennato prima sono stati elementi da affrontare necessariamente per riuscire. La stessa definizione dell'obiettivo è qualcosa che nella mia esperienza è determinante. Il consulente quasi sempre deve aiutare il cliente a definirlo efficacemente. Esistono infatti diversi tipi di obiettivi (a breve, medio e lungo termine o addirittura obiettivi di vita) e diverse categorie di obiettivi (ad esempio cambiamento di caratteristiche personali o abitudini piuttosto che raggiungimento di un traguardo imprenditoriale o sportivo). Ovviamente a seconda del genere di obiettivo l'ipnotista dovrà impiegare metodi diversi, tra tutti quelli che conosce e che ha visto funzionare. Dare le priorità a diversi obiettivi, specialmente se tutti importanti, è un altro elemento chiave per il successo. Indirizzare e aiutare il cliente in questo lavoro è molto importante. L'abilità principale di un buon consulente ipnotista (Consulting Hypnotist) è però probabilmente quella di intuire, percepire ed affrontare gli ostacoli che il cliente incontra durante il processo di cambiamento. Per questo è preferibile accompagnare il cliente con un ciclo di incontri per un periodo di tempo, specialmente se si tratta di ottenere cambiamenti profondi o di abitudini, invece che prospettare soluzioni immediate o miracolistiche che a volte funzionano anche, ma solo in casi e per motivi ben precisi. L'ipnosi è un ottimo strumento di aiuto anche nonostante precedenti tentativi non riusciti, di forte difficoltà a cambiare, di giudizi negativi o forte autocritica negativa, ma aldilà della validità del metodo quello che conta e che fa la differenza è la competenza, la preparazione e l'esperienza dell'ipnotista. Questo può permettere di evitare in partenza almeno le difficoltà più comuni che si incontrano nel lavoro di cambiamento aiutato con l'ipnosi. Francesco Martelli
Articolo: Ipnosi per prepararsi a prestazioni ottimali Sappiamo bene che l'ipnosi è molto efficace in preparazione a prestazioni eccellenti. Molti atleti, ma anche sempre più imprenditori, manager e persino studenti stanno scoprendo quanto è grande questo aiuto, anche in Italia. Quando ci si avvicina ad un evento molto importante spesso l'emotività diventa difficile da gestire anche per le persone più esperte e preparate. A volte vacilla la certezza di potercela fare, oppure ci si scopre a non essere del tutto convinti delle motivazioni di quell'obiettivo. Troppe persone poi, comprese alcune molto esperte, non curano affatto la preparazione mentale, dedicandosi esclusivamente a quella tecnica e di contenuto. Mi ha sempre stupito il fatto che, per gli appuntamenti importanti, quasi tutti si preparano e si vestono molto bene, magari curando ogni minimo dettaglio, ma pochissimi dedicano anche solo un minimo di tempo a preparare la mente a funzionare al meglio. Questo determina in realtà impreparazione all'appuntamento e la tendenza ad improvvisare nei momenti più importanti. E' ovvio che sarebbe la prima cosa da fare prepararsi mentalmente, tanto più quanto il risultato è importante. Mi è capitato la scorsa settimana di lavorare con un amministratore delegato di un'azienda che doveva fare un incontro per avviare una trattativa molto importante. Spesse volte ho aiutato persone a prepararsi mentalmente per esami o concorsi, pubblici o universitari. Naturalmente ho preparato spesso anche sportivi: poche settimane fa mi è capitato di lavorare con una ballerina che voleva prepararsi al meglio per una competizione di danza sportiva. Tutti questi diversi casi hanno molti punti in comune, perché comunque si vuole preparare una prestazione eccellente. La questione in ogni caso è far sì che la persona riesca a dare il meglio di sé, proprio nel momento cruciale. Alcuni benefici dell'ipnosi applicata a queste situazioni stanno prima di tutto nel fissare gli stati mentali desiderati, come sicurezza, efficacia, "flow" o altro, in modo che si manifestino proprio nel momento del bisogno. Questo si può fare facilmente in ipnosi. Altrimenti è benissimo possibile che la persona non riesca a mettere in atto in gara ciò che in allenamento gli riesce. Un altro punto su cui si lavorare molto efficacemente con l'ipnosi è sulla convinzione e la sicurezza di poter ottenere l'obiettivo. Altrettanto importante è dotare il cliente della capacità di accedere pienamente a tutte le proprie risorse. Il bello è che, per mezzo dell'ipnosi, tutto ciò tende a verificarsi naturalmente e spontaneamente, senza neanche che la persona debba fare uno sforzo conscio per ricordarsi di attivare ancore, o altro. Nella mia esperienza di attività con l'ipnosi lunga ormai quasi quindici anni, ho notato che ci sono tre punti estremamente importanti da tenere sempre presenti. Il primo è fare immaginare in modo molto dettagliato e vivido la prestazione in stato ipnotico al cliente. In questo modo avrà come l'impressione di avere già vissuto il momento di eccellenza e per lui sarà del tutto naturale realizzarlo. Ci sono alcuni dettagli tecnici importanti per ottenere questo effetto in modo ottimale, che gli ipnotisti esperti ovviamente hanno imparato con la pratica e con l'esperienza, piuttosto che nei corsi di certificazione. Un secondo punto fondamentale è riuscire ad ancorare gli stati desiderati con diversi "triggers". Si potrebbero definire come "inneschi" cioè elementi presenti nella situazione che possono attivare gli stati psicofisici desiderati. Se in passato la persona si è trovata in difficoltà in momenti o in casi particolari si deve far sì che proprio questi diventino "triggers" per attivare questa volta lo stato di eccellenza. Poi, come terzo punto è necessario rendersi conto che è importante prepararsi a superare le difficoltà prevedibili e altrettanto importante è arrivare proni ad affrontare anche gli ostacoli imprevedibili, in modo da evitare che in questi casi la persona improvvisi e perda la concentrazione o l'efficacia. L'ipnosi si è sempre dimostrata un aiuto decisivo per aiutare i clienti a giocarsi le opportunità al meglio. Suggerisco quindi chi sta preparandosi per un evento molto importante, di qualsiasi tipo, a considerare l'ipnosi per aumentare esponenzialmente la possibilità di esito positivo. Francesco Martelli
Articolo: Stimolare il benessere e l'autoguarigione con l' Hypnotic Trance Healing Perchè la forza di volontà e la motivazione spesso non bastano per riconquistare il benessere e la salute? Perchè il desiderio di stare bene rimane solo a livello conscio. In caso di conflitti tra mente conscia e inconscia la seconda vince sempre. Ciò che occorre fare è riprogrammare l'inconscio. I vecchi programmi mentali infatti possono essere cambiati, ma devi conoscere il metodo. Esistono diverse cure o rimedi per la salute che si sono dimostrati efficaci, ma se la mente inconscia non li accetta i problemi inevitabilmente restano. Mi è capitato quattro mesi fa di lavorare con un manager su questioni di lavoro e per caso scoprire che avrebbe anche voluto liberarsi da una allergia. Abbiamo dedicato quindi alcune sessioni all' Hypnotic Trance Healing e già alla seconda il problema era quasi scomparso, pur essendo in primavera e cioè proprio nel periodo peggiore. Alla fine degli incontri dedicati l'allergia è sparita definitivamente. Successi di questo tipo li ho visti con una certa frequenza, ma più spesso da quando utilizzo il Trance Healing. Uno dei fenomeni che accadono con questo sistema è "scollegare vecchi circuiti" e creare nuovi collegamenti nei programmi mentali, quelli che inducono a livello fisico lo stato di benessere, invece che di malessere. A volte la trance ipnotica è stata impiegata per potenziare l'effetto dei farmaci o dei trattamenti effettuati in quel periodo (per esempio la fisioterapia). In altri casi la chiave del successo è stato riportare il cliente a rivivere e risentire il benessere e la salute sperimentati molto tempo prima, ripristinando il benessere esattamente di nuovo come allora. Per questo lavoro serve prendersi tutto il tempo necessario. Ecco il motivo per cui un ciclo di incontri ottiene il risultato, mentre uno o due in molti casi non sono sufficienti. Sappiamo che lo stato di trance ipnotica può ottenere anche fenomeni radicali, per esempio addirittura la completa analgesia. Pur non occupandomi di questo, quel che voglio dire è che ho sperimentato anche in prima persona (cioè su di me stesso) la potenza di questi metodi ipnotici. Per chiarezza devo dire che ho sempre visto miglioramenti netti dopo l'Hypnotic Trance Healing, ma finora non ho evidenza che da solo sia sufficiente a ristabilire la salute. Per questo lo ritengo un ottimo trattamento complementare per problemi importanti, oppure uno dei trattamenti da provare per liberarsi da problemi non gravi ma fastidiosi.
L'alta efficacia in molti casi va soppesata in base ai costi, che comunque esistono, in confronto al costo prolungato di rimedi, cure, visite, dolori e problemi conseguenti. Pensiamo ad esempio il mal di schiena o il mal di testa. Quanti costi economici, problemi collaterali e disagi vari possono causare alla persona nel tempo? Questo genere di problemi, considerati non gravi, danno costi consistenti e continuativi. In molti casi nel tempo superano di moltissimo quello di un ciclo di Hypnotic Trance Healing. L'utilità e il ruolo di un consulente ipnotista (Consulting Hypnotist) come professionista di aiuto, a mio giudizio, è quello di lavorare in accordo e in sinergia con altri trattamenti o con le cure mediche prescritte. Così possiamo aiutare veramente i clienti a migliorare più rapidamente e con minori costi il loro benessere. Francesco Martelli
Articolo: Hypnotic Trance Healing Si dice che la mente umana abbia grandissime possibilità inesplorate e che il corpo umano abbia meccanismi di autoguarigione potenti. Secondo alcuni esperti in molti casi il sistema mente-corpo potrebbe ripristinare il benessere e la salute autonomamente, se l'interessato non intervenisse in modi che si dimostrano poi controproducenti. In più sappiamo bene che l'ipnosi è in grado di stimolare e amplificare le risorse inconsce e di produrre effetti potenti con fenomeni anche fisici (i cosiddetti fenomeni ipnotici). Recentemente ho approfondito e sperimentato a lungo quanto è possibile utilizzare la trance ipnotica per aiutare a ripristinare il benessere di persone che hanno problemi più o meno gravi. I risultati sono stati sorprendenti anche per me che avevo aspettative positive! Ovviamente non sto dicendo che con l'ipnosi si può guarire da malattie gravi, il che tra l'altro non mi compete non essendo io un medico e non praticando ipnosi medica né alcun tipo di terapia. Quello che ho osservato è il beneficio di un ciclo di sessioni in stati ipnotici anche non profondi (stati Alfa) nei quali ho dato al cliente suggestioni positive, che hanno un impatto deciso sul miglioramento del suo benessere. Anche se finora non ho mai visto dei miracoli, in compenso ho sempre visto dei miglioramenti notevoli dello stato del cliente dopo un ciclo di incontri. Specialmente l'ho osservato per il recupero veloce da infortuni sportivi, sollievo da mal di schiena o dolori cervicali, mal di testa e tutta un'altra serie di situazioni simili, che non sono gravi ma fastidiose. Ho perfezionato lo studio di queste tecniche in Inghilterra nei mesi scorsi sotto la guida di ipnotisti esperti. Ho scoperto che in sostanza "meno si fa e meglio è". Si porta il soggetto in stato ipnotico per un certo tempo – circa sessanta minuti effettivi, esclusa la fase preparatoria e conclusiva – e mentre la persona riposa in stato Alfa l'ipnotista dà solo suggestioni positive che aiutano il sistema mente-corpo a potenziare al massimo e realizzare le sue naturali potenzialità autoguarigione. I risultati sono potenti e non ho idea di quali siano i limiti di questa metodica, ma mi aspetto di sperimentare tutto quanto si potrà raggiungere nel tempo. La cosa curiosa è che questo approccio è diametralmente opposto a quello che normalmente si mette in atto quando una persona ha un problema. Normalmente al minimo sintomo come un mal di gola, qualche linea di febbre, un mal di testa, siamo abituati a correre subito ai ripari con medicinali vari. Naturalmente, tanto più il problema sembra grave e complicato, tanto più quello che si fa è radicale e viene accentuato e prolungato nel tempo. Qui invece è l'opposto: far recuperare e "resettare" i programmi del corpo in stato Alfa, cercando di trarre il massimo dalle sue naturali potenzialità di recupero. I vantaggi sono un riequilibrio evidente, un miglioramento delle condizioni di benessere, la semplicità naturale del concetto e del sistema. Naturalmente, non mi passerebbe mai per la testa di suggerire ai miei clienti di smettere o non fare le eventuali terapie mediche prescritte: non potrei e non lo riterrei mai sensato. Perciò ho sempre utilizzato lo stato di rilassamento ipnotico contemporaneamente agli interventi medici che erano in atto. I risultati sono sempre stati incoraggianti, probabilmente perchè sono in sinergia: davamo al sistema mente-corpo la possibilità di trarre il massimo vantaggio dalle cure mediche (farmaci o altro) che venivano fatte. Ricordo in particolare un tennista che ha più che dimezzato i tempi di recupero da un infortunio rispetto a quelli previsti normalmente, e non ha nemmeno poi risentito in nessun modo se non positivo, né immediatamente né nei mesi dopo, da questo recupero-lampo, che ha lasciato tutti (tecnici e sportivi) interdetti. In più, anche problemi emotivi, non solo dolori fisici, ho visto che hanno avuto molto beneficio da questo tipo di intervento. Quello che avviene attraverso le suggestioni ipnotiche è una riprogrammazione del corso dei modi e dei tempi di recupero o soluzione del problema. Questi input dati alla mente in stato Alfa e Theta riescono a dare la massima possibilità ai naturali meccanismi di autoguarigione per procedere al meglio possibile. Ovviamente si hanno risultati diversi a seconda del soggetto e della condizione iniziale. Ho osservato che un ciclo di quattro sessioni di 90 minuti con una cadenza settimanale è la modalità che dà i migliori effetti Francesco Martelli
Articolo: "Smetti di rimandare" Diversi tra i miei clienti mi hanno chiesto di aiutarli a superare il problema di rimandare. L'abitudine a non fare subito ciò che va fatto e rimandarlo fa perdere molte opportunità, fa perdere tempo ed efficacia in molte situazioni importanti. Spesso è un'abitudine che dura da molto tempo o addirittura da sempre, perciò un ciclo di sessioni di ipnosi è la soluzione migliore. Il mio approccio è quello di lavorare sull'obiettivo di riuscire a fare le cose che vanno fatte subito, comprese quelle meno piacevoli e quelle che danno preoccupazione. In altre parole ci concentriamo sull'obiettivo da raggiungere e non sul problema. Questa è la filosofia dell'ipnosi orientata agli obiettivi, non terapeutica. Mark Twain ha scritto che tra 20 anni molto probabilmente ci dispiacerà molto di più di ciò che non abbiamo fatto, piuttosto che delle nostre azioni. Questa abitudine a rimandare occupa inutilmente moltissimo tempo. Molte persone non si rendono del tutto conto oppure minimizzano il loro problema di rimandare, dando la colpa a svariati fattori esterni invece di cercare di risolverlo. E' normale, ma bisogna sapere che con metodi appropriati è possibile migliorare e risolvere il problemi in tempi brevi. La prima cosa da fare in ipnosi è fare piazza pulita delle attività perdi-tempo e soprattutto di tutto il tempo passato a pensare e a preoccuparsi, molto più di quello che servirebbe a fare veramente ciò che va fatto. Ad esempio, occorre molto più tempo ed energia per preoccuparsi di fare una telefonata o dire qualcosa a qualcuno, molto più di quello che servirebbe semplicemente per farlo davvero. Probabilmente tutti possiamo ricordare qualche episodio personale di questo tipo, anche se forse sul momento non ci abbiamo pensato. Pensare a quanto tempo, energie e opportunità si perdono nel rimandare può essere un buon punto per portare la persona alla consapevolezza di dovere cambiare abitudine. Di sicuro occorre in partenza la volontà di cambiare e poi anche accettare il fatto che dopo questo cambiamento si diventerà una persona nuova, diversa, certamente migliore. Un altro punto importante è decidere di fare subito dei piccoli passi: tanti piccoli cambiamenti sono spesso sufficienti per invertire la tendenza. Incominciare da subito un po' alla volta, gradualmente e progressivamente, a fare tutte le cose rimandate da tempo, è molto più fattibile che pretendere di sistemare tutto immediatamente. Ripulire e riorganizzare la vita in modo progressivo in questo modo diventa una prospettiva molto attraente per il cliente, che viene sempre più spinto in questa direzione. Naturalmente va rassicurato sul fatto che gli aspetti per lui più importanti e fondamentali rimarranno nella sua vita, anche nella nuova situazione, anzi potranno venire valorizzati ancora meglio. Lavorare su misura (1to1) sulla situazione specifica della singola persona permette di risolvere più velocemente il problema e di creare interventi (cioè esercizi ed induzioni) ad hoc. Questi sono alcuni degli elementi principali che hanno dato a diverse persone dei cambiamenti importanti, in poco più di un mese, con un ciclo di incontri settimanali. Questo ora gli permette di godersi meglio la vita e le opportunità che offre, oltre che avere più soddisfazione e risultati sul lavoro. Francesco Martelli
Articolo: Quattro stili di concentrazione
La concentrazione è difficile specialmente quando ci si trova in momenti di tensione o di forte pressione perché si devono prendere decisioni di grande rilevanza o, addirittura, di importanza cruciale.
È recente il caso di un madornale errore materiale commesso dal direttore generale di una squadra di calcio nel momento della compravendita di un giocatore. Questo calciatore rappresentava il principale patrimonio della sua società e stava cercando dunque di "venderlo bene" a un'altra squadra. Il dirigente, per lo stress, la pressione, la fretta e altri fattori, ha sbagliato nello scrivere il prezzo sul contratto, indicando un 50% in meno rispetto a ciò che avrebbe voluto scrivere e commettendo, così, un errore costato al club una perdita secca importante (oltre ad aver anche perso il posto di lavoro). È come se la grande pressione e responsabilità l'avessero "mandato in tilt" proprio in un momento cruciale, nonostante si trattasse di un professionista piuttosto esperto e navigato.
Il caso presentato è eclatante e, per fortuna, si verifica raramente. Ma, proprio per evitarlo, molti manager preferiscono meditare bene, prendere tempo, evitare di dover agire o decidere rapidamente. Preferiscono prendere tempo per soppesare e valutare tutto prima di una decisione importante o cruciale.
La cautela o, addirittura, la paura di sbagliare rallenta o rende difficoltoso al manager o all'imprenditore prendere rapidamente decisioni importanti. In alcuni casi,però, prendersi tutto il tempo necessario non è possibile. Decisioni da prendere quando gli scenari sono molto incerti o con tempi di reazione necessariamente brevi rendono la concentrazione molto difficile. Quando si devono valutare molte variabili simultaneamente, quando si hanno dati incompleti o insufficienti eppure si deve restare concentrati per prendere velocemente questa decisione, la cosa non è facile.
Ricordo il caso di un mio cliente, Direttore Commerciale di un'azienda di medie dimensioni, che aveva delle difficoltà a restare concentrato in riunioni con molti altri colleghi di altre aziende in tavoli di negoziazione su argomenti importanti e di interesse comune. Il suo problema era riuscire a mantenere alta l'attenzione per l'intera durata della riunione e, specialmente, nei momenti cruciali per riuscire poi a sintetizzare le informazioni, prendere la parola ed intervenire efficacemente. Nel suo caso è stato utile insegnargli a uscire da una situazione di disagio e "sofferenza" e farlo entrare in uno stato mentale disteso, attento, una sorta di concentrazione aperta e diffusa, al contrario dello stato di tensione in cui si metteva senza volere.
Lo stato mentale di concentrazione contiene in giusta proporzione elementi di diversi stili di concentrazione. Attenzione ristretta: si tratta di una concentrazione focalizzata. Come quando, ad esempio, guardiamo solo un punto del nostro campo visivo oppure ci concentriamo solo su un dolore che abbiamo in una certa parte del corpo. Ciò significa tagliare fuori tutte le altre informazioni sensoriali disponibili. Attenzione panoramica: si tratta di una concentrazione diffusa,come quando guardiamo dall'alto di una montagna un panorama o camminiamo in un bosco cogliendo simultaneamente tanti diversi elementi presenti, senza concentrarci esclusivamente su uno Attenzione dell'osservatore: somiglia al punto di vista di qualcuno che osserva dall'esterno una certa situazione o interazione, come da una telecamera di sicurezza, registrando tutto ciò che accade in modo distaccato, senza coinvolgimento diretto. Attenzione-immersione: pensiamo ad un atleta in gara, una ballerina durante la performance oppure ad un'artista mente è nell'atto creativo. Ora, ognuno di questi diversi stili contiene alcuni pregi essenziali e, sebbene io ritenga che il migliore e il più produttivo sia l'ultimo, l'ideale sarebbe costruire uno stato mentale che contenga un giusto mix di tutti e quattro. Anche questo non è semplicissimo a farsi da soli, ma può certamente riuscire sotto la guida di un consulente esperto. Il vantaggio di questo stile misto ed equilibrato che si può ottenere per la concentrazione è che è anche uno stato mentale altamente intuitivo. Per approfondire la conoscenza dell'argomento, consiglio l'ascolto del mio Audiolibro di "Self Coaching"Intuito e concentrazione e degli altri audiolibri della stessa collana dedicati al tema dell'intuito
Francesco Martelli
Articolo:Concentrati sull'obiettivo
La maggior parte degli imprenditori e dei manager italiani non riesce a mantenere la concentrazione nei momenti critici della propria attività. Probabilmente, proprio la concezione comune che si ha del concetto di "concentrazione" non aiuta chi ricopre un ruolo di responsabilità a risolvere il problema. Normalmente, infatti, si pensa che concentrarsi significhi sforzarsi intensamente per mantenere un livello altissimo d'attenzione e che, quindi, si tratti di qualcosa di faticoso, difficile e impegnativo. Sbagliato! La vera concentrazione è figlia di uno stato di serena lucidità: è molto più facile concentrarsi e restare concentrati se si è serenamente e lucidamente presenti a sé stessi. Paradossalmente, è proprio ciò che noi pensiamo della concentrazione quello che più ci ostacola a raggiungerla.
Se pensiamo a come siamo completamente concentrati quando siamo spettatori di un evento sportivo che ci coinvolge o mentre leggiamo un libro appassionante oppure al cinema mentre siamo completamente immersi in un film che ci piace, notiamo che in questi casi godiamo di piena e completa concentrazione. Si tratta di un'esclusiva e naturale attenzione solo verso ciò che ci coinvolge. Pensiamo soltanto a quello che si sta facendo, senza alcuno sforzo e senza necessità di impegno cosciente. "Concentrazione" significa, quindi, essere assolutamente assorbiti da un'unica realtà che riguarda il momento presente, ciò che sta accadendo nel "qui ed ora". Per deduzione, raggiungere e mantenere la concentrazione significa riuscire ad essere, e restare, nel qui ed ora.
Capire come raggiungere e conservare uno stato mentale più possibile lucido, attento e disteso, presente qui ed ora anche quando ci si trova in momenti critici non è facile, ma possibile, dato che partiamo da una giusta comprensione di cosa è utile fare. E la concentrazione, in base alla mia esperienza, viene meno quando si hanno molte cosa da fare, tanti impegni anche molto diversi tra loro oppure quando si hanno grandi quantità di operatività e di attività di routine da esperire.
A titolo d'esempio, mi vengono in mente due casi: il primo riguarda un mio cliente in ambito Skill coach aziendale. Si tratta di un amministratore delegato di una media azienda industriale che fatica a restare concentrato quando viene chiamato a rispondere, in poche ore, a diverse sollecitazioni, di diversa importanza e urgenza, ma tutte molto pressanti e apparentemente tutte da risolvere nell'immediato. Il secondo riguarda una mia amica, responsabile della selezione di personale per una importante multinazionale: lamenta una scarsa concentrazione quando si trova a occuparsi di attività operative poco interessanti e molto ripetitive. In questi casi, un esercizio utile è iniziare a prendere il controllo sul nostro dialogo interiore. La chiave, quindi, per raggiungere la concentrazione consiste nell'assumere il controllo sul proprio dialogo interiore.
Dialogo interiore: si tratta delle parole che inconsapevolmente ci ripetiamo silenziosamente in ogni momento della giornata, a commento di quello che succede. Secondo uno dei mie maestri, John Grinder – uno dei due fondatori della Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) – il dialogo interiore è "fa la differenza tra le persone eccellenti e tutte le altre". Per un altro dei miei maestri, l'esperto di ipnosi Paul Mc Kenna, "il dialogo interiore è fondamentale perché tu sei il più grande ipnotizzatore che esista al mondo, almeno per te stesso: finisci sempre per credere quello che ti ripeti molte volte interiormente". Trovo che ciò sia assolutamente vero sia per me sia per i miei clienti e per la maggior parte delle persone che conosco.
Alcuni dei miei clienti mi chiedono aiuto per ottenere maggiore concentrazione. Consiglio di seguire un ciclo di 4 sessioni da 90 minuti ed alla fine vengono ottenuti risultati eccellenti.
Francesco Martelli
Articolo:Reincarnazione: le domande più frequenti
Una domanda curiosa che mi è stata rivolta è perchè la maggior parte delle persone non ricorda le sue vite precedenti. E' forse perchè qualcuno non ne ha avute? Oppure, la domanda corretta potrebbe essere: è veramente utile per la persona media ricordare le sue vite passate? Anche in questo caso non credo che esistano risposte definitive e certe, ma solo ipotesi che dipendono dalle proprie convinzioni.
Aldilà delle convinzioni personali sull'esistenza o meno della reincarnazione, non credo che questo percorso sia proprio per tutti. Personalmente, e per molti miei clienti, mi sono interessato a questo campo solo a un certo punto della mia vita, quando i tempi erano maturi per questa esperienza. In precedenza ero del tutto ignaro e anzi disinteressato all'argomento; sono sicuro che per allora fosse meglio così.
La consapevolezza che questo percorso porta a chi lo segue apre questioni e responsabilità non alla portata di tutti. Una piena chiarezza e consapevolezza di sè, come sulle questioni aperte e sui propri errori commessi nelle vite passate, potrebbe non essere positivo e forse addirittura impedire di concentrarsi sul presente. In alcuni casi ignorare alcuni fatti può essere un vantaggio, piuttosto che la consapevolezza di alcune realtà, senza adeguati strumenti. Ecco la mia spiegazione del perchè non tutti ricordano le vite passate, anche se ci credono.
La consapevolezza delle vite precedenti è una forma di conoscenza e consapevolezza spirituale che molti però non sentono affatto necessaria. Alcuni non sentendo il bisogno di conoscere il proprio passato e neppure di passare del tempo a rifletterci.
Un'altra domanda frequente è cosa penso della possibilità di ricorrere a sensitivi o medium per avere informazioni sulle nostre vite passate. La vera questione, secondo me, è a chi ci si rivolge. Infatti in questo campo, soprattutto in Italia, abbondano persone improvvisate o poco esperte, mentre sono pochissimi quelli veramente credibili e capaci. Detto questo, il fatto è che nessuno meglio di noi stessi può percepire e ricordare bene le proprie vite passate. Meglio, quindi, evitare di accettare acriticamente quello che eventualmente il sensitivo ci dice. Le informazioni che eventualmente ci venissero date devono essere valutate, investigate e testate con ragionevolezza e buonsenso. Specialmente la domanda è "Ciò che mi è stato detto potrebbe essere vero?" "Mi aiuta veramente a comprendere e affrontare meglio la mia vita?"
Secondo me è assolutamente preferibile, piuttosto che consultare un medium o sensitivo, fare un percorso di regressioni guidate da un esperto. Questi ti aiuterà a sperimentare e scoprire il tutto in prima persona. In questo caso è solo il cliente, sotto una guida esperta, a sperimentare, ricordare, parlare e valutare quello che percepisce. Per quanto mi riguarda, sono sempre estremamente cauto quando ricevo notizie sulle mie vite precedenti, datemi da altri. Preferisco dare maggior credito alle esperienze che percepisco in prima persona, sotto la guida di un esperto di ipnosi regressiva di mia fiducia. Credo che queste informazioni siano accessibili primariamente dalla persona stessa. Poi, per chi ci crede, anche alle proprie guide e agli aiutanti spirituali. Tuttavia siamo solo noi stessi, in determinati momenti e nelle giuste condizioni, a dover scoprire personalmente le informazioni utili alla nostra crescita.
Francesco Martelli
Articolo: Ipnosi, vite precedenti e prove
Sul tema della regressione ipnotica a vite precedenti è importante ricordare alcuni fatti. Anzitutto, la maggior parte delle vite precedenti che personalmente ho rivisto, sia come protagonista che come facilitatore ipnotista, non sono affatto vite di persone famose, o particolarmente spettacolari, significative o appassionanti. Però sono ugualmente importanti perchè danno spunti, informazioni o chiarimenti utili, il più delle volte, per la vita attuale. Nelle vite precedenti quasi mai mi è capitato di scoprire che il mio cliente fosse un Vip (come Napoleone, Cleopatra, San Francesco, Gengis Khan..) e raramente hanno vissuto vite memorabili per la storia dell'umanità. Perciò, dubito fortemente quando qualcuno mi riferisce di essere stato un personaggio importante in una vita precedente; è più probabile in questi che si tratti di fenomeni di proiezione.
Un altro punto che consiglio fortemente di ricordare è: comunque evitare di sopravvalutare l'importanza delle vite passate. Evitiamo che questo interesse diventi una fissazione o un argomento sempre predominante. E' molto più opportuno concentrarsi sul presente. E' molto utile, per questo, tenere traccia scritta di quanto emerso nelle sessioni di regressione, così come del lavoro di cambiamento che poi si fa per affrontare le questioni emerse. Solo tenendo traccia scritta si può razionalizzare e valutare i fatti nella giusta misura e portata. Diversamente, è facile confondere e creare fantasie poi difficili da distinguere dalla realtà delle esperienze avute in regressione. Le regressioni sono un ottimo spunto e strumento per un percorso di crescita personale, che però va portato avanti con metodo, costanza, ragionevolezza e consapevolezza. Ciò che emerge in regressione dev'essere poi affrontato in maniera appropriata e seguendo i consigli di un esperto.
Una domanda che mi viene fatta spesso è se c'è modo di essere certi se quello che si è visto è vero. A mio modo di vedere no. Anche se si scopre che in effetti è esistita una persona con un certo nome, in un certo tempo e luogo, come visto in regressione, questo non prova concretamente, di per sé, che fosse una nostra vita precedente. La mente umana ha moltissime facoltà e possono darsi spiegazioni diverse. Quel che davvero importa, secondo me, è se è stata una esperienza di crescita: cosa abbiamo imparato mediante la regressione? Che vantaggio ci dà, attualmente? Ci aiuta a progredire nella vita, a superare problemi e a migliorarci?
Mi è anche capitato spesso di sentire opinioni sommarie, fantasiose e discutibili sull'influenza del "karma". In altre parole l'influenza delle proprie vite precedenti mi è stata portata a giustificazione di alcune scelte e comportamenti che secondo me sono semplicemente scelte personali. Il karma è diventato una scusa per giustificare comportamenti bizzarri, avventure sentimentali torbide, per evitare di affrontare i propri vizi, etc. Trovo che questo non abbia niente a che fare, in realtà, con le vite precedenti. Ecco perchè, di nuovo, invito gli interessati a questo percorso ad evitare il "fai da te" e di ricorrere a "esperti improvvisati" su questi temi. Infatti ho visto, a volte, che l'ipnosi regressiva, se mal fatta e mal riuscita, può fare più male che bene all'evoluzione personale. Francesco Martelli
Articolo: Perchè la regressione alle vite precedenti è interessante
Una possibilità affascinante dell'ipnosi è quella di indagare vite precedenti. E' un percorso di scoperta e di autoconsapevolezza molto interessante. Per quanto non sia sempre possibile ottenere certezze su quanto si vede in stato ipnotico e in effetti la valutazione di ciò dipende in larga misura dalle proprie convinzioni, credo che nella maggior parte dei casi i risultati di questa pratica ipnotica siano positivi. Naturalmente, purchè il percorso sia condotto da un operatore molto competente ed esperto.
In alcuni casi, che ho potuto anche osservare di persona, si possono ottenere riscontri di luoghi esatti e precisi e prove documentabili, relative alle vite precedenti viste in ipnosi. Va detto che ciò non sempre è possibile, ma quando accade si tratta di una esperienza unica ed emozionante sia per il soggetto che per l'ipnotista, infatti in questi casi di solito le esperienze sono molto chiare e toccanti. Manuela Pompas ha scritto numerosi libri sull'argomento e documentato diversi casi nei suoi libri, solo per limitarci all'Italia. Ma esistono diversi altri libri con prove specifiche sul tema.
Un'altro vantaggio che ho visto spesso, durante o dopo il percorso delle regressioni, è che queste hanno portato alla soluzione di problemi, di disturbi sia emotivi che anche fisici, e il miglioramento di varie questioni nella vita attuale del cliente. Anche qui, non è sempre questo il caso, ma sono stato testimone di alcuni episodi dove l'effetto di sollievo e "guarigione" di problemi presenti è stato subito seguente al trattamento ipnotico, dunque dubito che possa essere stata una coincidenza casuale.
Il vero motivo per il quale consiglio a chi sia interessato questo percorso è che si tratta di un ottimo metodo di evoluzione personale e spirituale. Di sicuro, a parte la curiosità e la sorpresa di ciò che si può scoprire, resta quasi sempre una esperienza che contribuisce notevolmente alla consapevolezza della propria natura spirituale ed eterna, e la spiegazione di alcuni dubbi e interrogativi che limitavano la persona all'inizio del percorso.
In conclusione, di certo non è qualcosa che consiglierei a tutti e in ogni caso, ma a chi ne è attratto lo suggerisco di sicuro. Va detto che come metodo terapeutico non credo proprio che sia tra i più rapidi. Infatti per un percorso minimo ma coerente, completo e veramente utile servono una decina di sessioni di circa 90 minuti. Eventualmente un ciclo più breve di 5 può, in alcuni casi, essere sufficiente. Comunque, è evidente che si tratta di un percorso di crescita e che non possa essere di certo una esperienza del tipo "mordi e fuggi".
Francesco Martelli
Articolo: Intuizione e decisione Immagina come sarebbe il tuo lavoro e come la tua vita se avessi una specie di fiuto o di "sesto senso" capace di farti prendere la maggior parte delle volte le decisioni giuste in modo immediato, deciso e facile. Immagina adesso di avere la stessa prontezza, facilità e lucidità per risolvere i problemi, compresi quelli più complessi, con la massima immediatezza. E come sarebbe avere costantemente idee nuove, a volte addirittura idee notevoli, innovative? Lavorare così sarebbe molto bello, soddisfacente, fruttuoso e anche molto più facile. Non è vero? E invece troppo spesso si prendono decisioni in modo faticoso, difficile, tormentato. Molte volte si è indecisi, lenti, bloccati in maniera direttamente proporzionale rispetto all'importanza e complessità della scelta da fare. Alla fine, dopo tante riflessioni, succede ugualmente di prendere decisioni sbagliate. In realtà, prendere le decisioni giuste e trovare delle soluzioni non è affatto semplice. Ciò nonostante, passiamo molto tempo a valutare, ragionare, calcolare, rimuginare. E' così difficile fare la cosa giusta? La logica, il calcolo, la razionalità sono state enormemente sopravvalutate e privilegiate rispetto alle doti intuitive e creative che sono, invece, altrettanto importanti e utili. L'Illuminismo ha stabilito la supremazia dell'intelletto sull'istinto e della razionalità su ogni altro metodo di conoscenza inaugurando una fase culturale destinata a influenzare parte del pensiero successivo. L'affermarsi della razionalità, del calcolo e della scienza ha sì prodotto innumerevoli vantaggi, ma ha anche indubbiamente dato origine ad alcuni svantaggi, tra i quali il discredito verso tutte le qualità che non siano logico-razionali. E benché di recente questo giudizio critico sia stato riveduto/ridimensionato, è innegabile che alberghi ancora in noi un retaggio dell'antico sentire. A volte è proprio il nostro organismo a determinare un'impasse: i due emisferi cerebrali che dovrebbero sinergica-mente collaborare, si bloccano a vicenda determinando una fase di stallo. In questa situazione diviene davvero complicato sfruttare al meglio le proprie risorse e abilità. Eppure, anche in questi casi è possibile fare qualcosa sia dal punto di vista scientifico, sia da quello pratico: possiamo "saltare l'ostacolo" anche se uno dei due emisferi cerebrali si presenta nettamente dominante rispetto all'altro. Nella stragrande maggioranza delle persone esiste una forte dominanza emisferica cerebrale e ciò, indubbiamente, complica la possibilità che intuito e ragione si integrino in modo armonioso. Esiste, infatti, spessissimo un forte squilibrio nell'attività mentale causato, per l'appunto, dalla bipartizione del cervello in due emisferi con differenti funzioni e caratteristiche e sedi di differenti capacità e abilità (fondamentali gli studi compiuti in materia da Roger Wolcott Sperry e Michael Gazzaniga. Gli scienziati confermarono che l'emisfero sinistro è l'unico in possesso del dono della parola ed è "dominante" in tutte quelle attività che riguardano il linguaggio, l'aritmetica e l'analisi. Quello destro, invece, seppur "muto" e capace soltanto di addizioni semplici, si rivelò superiore al sinistro nella comprensione visuo-spaziale). Il nostro sistema educativo da sempre privilegia le capacità logico-razionali, quelle linguistiche o matematiche rispetto alle capacità artistiche, creative, intuitive e manuali. E tutte quelle capacità fanno capo all'emisfero celebrale sinistro, dominante nella stragrande maggioranza delle persone. Il "prezzo da pagare" è, ovviamente, l'atrofizzazione dei muscoli intuitivi, creativi e in qualche modo legati all'istinto. Per intenderci, sarebbe un po' come avere un lato del corpo, quello sinistro, estremamente tonico, forte, sviluppato, in alcuni casi forte come quello di un culturista. E la parte destra, invece, atrofizzata, debole, incapace quasi di funzionare. Il leader che ha raggiunto buone posizioni e risultati importanti, ma non riesce a eccellere o a risolvere le difficoltà momentanee, ritrovandosi in situa-zioni problematiche che si ripetono, probabilmente ha sviluppato/ coltivato solo parte delle risorse a propria disposizione. Se avessimo una parte del corpo sviluppata e l'altra atrofizzata, rafforzeremmo senz'altro la parte debole. Invece, generalmente si tende a rafforzare e puntare ancor di più su quella già forte. Inutile dire che in molti casi ciò non migliora affatto la situazione. Infatti, la parte intuitiva e creativa è comunque presente e vitale, proprio perché "innata". Se non la si mette nelle condizioni di agire in sinergia con quella logica,finisce con l'ostacolare il normale sviluppo di idee e attitudini. La dominanza delle capacità razionali e logiche su quelle intuitive e creative può complicare la vita, praticamente, in ogni ambito. Cosa potremmo fare se volessimo iniziare a risolvere questo problema? Cominciamo da un semplice esercizio . Si tratta di una nozione che nella metodologia della Programmazione Neuro-Linguistica (PNL) chiamiamo "analisi per contrasto". Il principio alla sua base è che pressoché tutti noi abbiamo avuto, almeno una volta nella vita, episodi nei quali siamo riusciti a decidere in modo intuitivo, rapido, facile, immediato. "Analisi per contrasto" Ciò che va fatto è semplicemente ricordare 2/3 episodi di "decisioni intuitive facili che in seguito si sono rivelate corrette e fortunate" contrapposti a altri 2/3 di segno opposto e, quindi, caratterizzati da fasi di "blocco, difficoltà, indecisione e che, comunque, hanno portato a decisioni rivelatesi sbagliate". Potremmo scegliere tra quelli più eclatanti (i migliori e i peggiori episodi che possiamo ricordare) oppure tra i più recenti e più freschi nella memoria. Riesaminando mentalmente queste due categorie di situazioni dobbiamo domandarci: "Cosa può aver fatto la differenza, in termini di fattori esterni e interiori (stato emotivo) negli episodi del primo tipo rispetto a quelli del secondo tipo?" Ponendoci questo interrogativo possiamo renderci consapevoli dei fattori determinanti che hanno condizionato il diverso esito delle nostre capacità decisionali. Dobbiamo cercare di comprendere cosa cambiava, quale differenza, soprattutto al nostro interno (cioè il dialogo interiore, le emozioni e sensazioni, lo stato d'animo) nelle diverse situazioni. Inoltre, dobbiamo comprendere quali fattori esterni, soprattutto se reiterati, possono aver agito in modo determinante. Questo semplice esercizio può, nei casi più fortunati, servire notevolmente a farci rendere conto di quale sia la "differenza che fa la differenza" per noi. Francesco Martelli
Articolo: scoprire le vite precedenti L'ipnosi per indagare le vite precedenti apre un campo affascinante. Personalmente, ho avuto esperienze e conferme incredibili da questo metodo. Penso però che conviene avventurarvisi solo se si sente che è nelle proprie corde e che è conforme alle nostre convinzioni. Non credo che sia possibile arrivare a dati definitivi e certi su un tema così controverso, ma i dati di fatto ottenibili possono mettere a dura prova anche lo scetticismo più ostinato. Questo è ciò che ho visto io stesso in molte occasioni, durante anni di esperienza. L'idea affascinante della reincarnazione riguarda il ciclo continuo dell'evoluzione spirituale e materiale di un essere, trattandosi del processo per avvicinalo progressivamente alla propria natura divina. In quest'ottica ogni incarnazione è solo un attimo nell'esistenza di ogni anima, indipendentemente dal modo in cui possiamo concepire il tempo. Una vita è soltanto un breve momento nella sua vera lunga vita, fatta di molte incarnazioni. Risvegliarsi alla consapevolezza delle vite precedenti aiuta a comprendere la legge del Karma ed il suo significato; così può aiutare sorprendentemente a chiarire la nostra vita attuale. Tra l'altro, può illuminare la presenza di connessioni inspiegabili tra persone, l'esistenza di anime gemelle e di anime compagne con cui condividiamo il viaggio in questa vita. Così possiamo meglio gustare la magia, il mistero, ma anche comprendere e superare le difficoltà della vita che oggi viviamo. L'indagine delle vite precedenti è utile anche allo sviluppo della connessione tra la dimensione conscia e quella inconscia di una persona. Inoltre ho constatato che aiuta a sviluppare il sesto senso e la capacità intuitiva, specialmente in chi è più predisposto. In alcuni casi ciò che si scopre aiuta a superare o guarire difficoltà o problemi psicologici, a volte persino disturbi fisici. Ne ho constatato in prima persona gli effetti positivi. In una certa misura è possibile esplorare le vite precedenti anche in autopinosi. Ma, per la natura stessa del processo, è molto più semplice, opportuno ed utile affidarsi alla guida di un ipnotista esperto e preparato. In poche altre pratiche è così cruciale, come in questa, l'esperienza e la competenza di un professionista competente. E' infatti più che concreta la possibilità di peggiorare le cose, anzichè migliorarle, ricorrendo al "fai da te" o all'improvvisazione di operatori che non abbiano esperienza e competenza specifica o tecnica sulla regressione. Non è affatto il caso di andare per tentativi quando si vanno a toccare tematiche ed emozioni così profonde come quelle che emergono riguardo la reincarnazione. In alcuni casi, durante il percorso, è possibile risalire a conferme straordinariamente precise e documentabili su vite precedenti, come ho anche potuto appurare di persona. Questo però non accade spessissimo. Nella maggior parte dei casi, invece, ne deriva comunque una maggiore autoconsapevolezza e si ha una crescita personale tangibile. E' questa la ragione per la quale consiglio e utilizzo questo affascinate metodo in molti casi. Francesco Martelli
Articolo: Mettersi in forma e perdere i chili di troppo con l'aiuto dell'ipnosi Fra i tanti vantaggi che un ipnotista può dare ai suoi clienti c'è quello di aiutarli a controllare il peso, o perderlo, e rimettersi in forma. Naturalmente, non si può fare tutto soltanto con l'ipnosi, ma di certo è un validissimo aiuto. La comunità internazionale degli ipnotisti, nel corso del tempo, ha elaborato molte strategie e tecniche ben precise, che oggi vengono supportate anche da studi scientifici condotti in università statunitensi: i metodi sono accertati di aver prodotto effetti reali su moltissime persone. Il problema del peso in eccesso quasi sempre è dovuto a cause diverse dall'alimentazione in se stessa. Tra questi i più frequenti sono troppo stress, frustrazioni o carenze di diverso tipo, che portano in definitiva a mangiare troppo. Queste ragioni, cioè i veri problemi sottostanti quello dei chili in eccesso, vanno comprese e affrontate efficacemente. Solo così si può disinnescare il meccanismo che induce a una alimentazione scorretta e ad uno stile di vita sedentario e inadeguato. In ogni caso, uno dei metodi che utilizzo con i miei clienti è quello di fare immaginare, in stato ipnotico, di mangiare grandi quantità dei cibi che mangiano troppo. L'effetto di immaginare, in stato ipnotico, di riempirsi di questi cibi, provoca un effetto di sazietà che induce poi nella realtà a farne passare il desiderio. Questo è confermato da alcuni studi scientifici effettuati. Semplicemente, l'effetto è quello di saziarsi e di non aver più voglia di mangiare quegli alimenti, nella realtà. Il motivo per il quale questo metodo funziona è che il nostro sistema psicosomatico non riesce a distinguere se ha veramente mangiato qualcosa oppure se lo ha solo immaginato, in modo vivido, in stato ipnotico. Lo stomaco sente in entrambi i casi una sensazione di sazietà. Naturalmente, ha molta importanza la tecnica ipnotica che si utilizza, e va praticata correttamente in modo da massimizzare l'effetto. Un problema specifico sul quale come ipnotisti possiamo essere d'aiuto è il classico caso di chi si sottopone a diete o trattamenti rigorosi per un certo periodo, per poi ricadere nelle vecchie abitudini e riacquistare velocemente il peso perduto. In questi casi il problema spesso consiste in un'urgenza irrefrenabile a mangiare, indotta da stimoli esterni, come ad esempio passare davanti a un fast food o ad una gelateria, oppure la vista o il profumo di qualcosa che ci piace molto. Altre volte invece "l'attacco di fame" scatta in conseguenza a qualcosa che avviene interiormente. Per questi casi è estremamente utile aiutare il cliente, in stato ipnotico, ad installare un'Ancora, da attivare nel momento della "crisi". Oltre a questo, pianificare l'obiettivo di raggiungere la propria forma ideale, con l'aiuto delle tecniche di PNL e ipnosi, aumenta esponenzialmente la probabilità di raggiungerlo. In più, usare l'ipnosi amplificando le specifiche leve motivazionali che muovono quel particolare cliente è una delle abilità cruciali di un esperto e capace consulente. Sappiamo benissimo che ciascuno di noi è mosso da diverse leve motivazionali e che, inoltre, rispondiamo ad esse secondo una sequenza di priorità ben precise. L'approccio che motiva me a restare in forma è probabilmente inadatto per chiunque altro, perché egli a sua volta è mosso da meccanismi diversi. Conoscere ed utilizzare questi diversi aspetti della mente umana e dell'ipnosi mi aiuta da anni ad avere risultati molto positivi con la maggior parte dei miei clienti che mi hanno contattato per questa ragione. Francesco Martelli
Articolo: decidere in modo intuitivo L'intuito è la qualità che ci può fare cogliere prontamente e con chiarezza una informazione, o la migliore soluzione di un problema. Così possiamo prendere decisioni efficaci, anche quando non abbiamo tempo per analizzare una situazione. Possiamo decidere intuitivamente anche in fretta, in situazioni difficili, o addirittura critiche.
L'intuito deriva da impressioni pressoché inconsapevoli, ed è una funzione dalla parte inconscia della nostra mente; principalmente è una abilità che fa capo alle facoltà dell'emisfero destro del cervello umano. Sicuramente, una persona esperta sa cogliere e tradurre immediatamente alcuni segnali o impressioni in una netta sensazione di sapere cosa deve fare. Perciò normalmente chi è più esperto in un certo campo è più intuitivo in quell'area. Riesce, solitamente, a decidere efficacemente anche senza troppo valutare e considerare tutti i dati disponibili, perché li elabora automaticamente, in poco tempo. Certamente, l'intuito deriva dall'esperienza precedente, ma non solo. Intuito è anche, anzi soprattutto, fare attenzione e saper interpretare messaggi sottili, come immagini, suoni, sensazioni, sia percepite all'esterno (ciò che vedo, che sento, che provo, odori, sapori) ma anche ciò che percepisco al mio interno: sensazioni interiori, flash mentali, parole che risuonano nella mente in un dato momento. Quindi l'intuito non è solo o non tanto una questione di esperienza, ma piuttosto di concentrazione, di percezione e attenzione a segnali sottili di impressioni sfuggenti.
Una persona esperta è, certamente, più capace di restare lucida, concentrata e vigile anche in momenti difficili, e questo aiuta enormemente l'intuito. Infatti è ormai assodato che distensione, lucidità e concentrazione permettono meglio di cogliere le impressioni intuitive. Inoltre un esperto è in genere più sicuro e fiducioso nei suoi mezzi, perché in passato ha già avuto molte prove di successo: ciò rende forte la sua convinzione e fiducia, che a loro volta influiscono molto positivamente sull'intuito. Restare rilassati, lucidi e concentrati molto a lungo richiede uno specifico allenamento mentale. Infatti, le persone non abituate, non sono in grado di restare in questo stato che per pochi attimi. E' proprio per questo che per molte persone è difficile avere un buon intuito, che non sia sporadico, casuale, inaffidabile.
Per riuscire ad allenare ed espandere l'intuito esistono molti modi diversi, tutti efficaci. Il punto di fondo è che occorre allenarsi a restare in uno stato mentale rilassato, concentrato, vigile e disteso, cioè il miglior stato mentale possibile per essere intuitivi, anche quando si è sotto pressione. Riuscire cioè ad esercitare le decisioni, anche le più difficili, in uno stato mentale idoneo. Il rilassamento è la chiave e questa capacità va allenata con metodo e costanza, come qualsiasi altra.
Uno dei metodi tra i più semplici, ma anche efficaci, per arrivare a questo scopo è la tecnica dell' "ancoraggio" creata da Bandler e Grinder, i fondatori della Programmazione Neuro-Linguistica. Ancorare e poi utilizzare gli stati decisionali efficaci ed intuitivi è una delle modalità più facili e concrete per chiunque, per riuscire ad aumentare la propria capacità di prendere buone decisioni intuitivamente. A questo argomento è dedicato il mio nuovo audiolibro "Decision Making: come prendere decisioni efficaci con l'intuito". Francesco Martelli
Articolo: L'intuito nel lavoro: decidere con maggiore efficacia aiutati dall'intuito
Immagina come sarebbe il tuo lavoro e la tua vita se avessi una specie di fiuto o di "sesto senso", capace di farti prendere la maggior parte delle volte le decisioni giuste, in modo immediato, deciso e facile. E immagina di avere la stessa prontezza, facilità e lucidità per risolvere i problemi, compresi quelli più complessi, con la massima immediatezza. E come sarebbe avere costantemente idee nuove, a volte addirittura idee notevoli, innovative? Lavorare così sarebbe molto bello, soddisfacente, fruttuoso e anche molto più facile, non è vero?
Invece, purtroppo, troppo spesso si prendono decisioni in modo faticoso, difficile, tormentato. Molto spesso si è indecisi, lenti, bloccati, tanto più la scelta è importante e complessa. Alla fine, dopo tante riflessioni, succedere ugualmente di prendere decisioni sbagliate. Prendere le decisioni giuste, trovare soluzioni, fare scelte corrette in realtà non è affatto semplice. Ciò nonostante, passiamo molto tempo a valutare, ragionare, calcolare, rimuginare.
Qual è il motivo? La mia risposta è questa: la logica, il calcolo, la razionalità sono state enormemente sopravvalutate e privilegiate rispetto alle doti intuitive e creative, che sarebbero invece altrettanto importanti e utili. A partire dall'epoca dell'illuminismo è stata stabilita la supremazia dell'intelletto sull'istinto, della razionalità su ogni altro metodo di conoscenza. Per questo, poi, è diventato così difficile essere intuitivi e creativi, per la maggior parte delle persone.
Come è ovvio l'affermarsi della razionalità, del calcolo e della scienza ha prodotto innumerevoli vantaggi. Indubbiamente vediamo anche alcuni svantaggi, tra i quali il discredito verso tutte le qualità che non siano logico-razionali. Solo negli ultimi anni questo giudizio è stato parzialmente riveduto. Il risultato però, per ora, è un po' come se a volte avessimo un cervello diviso in due, con due emisferi che anzichè collaborare ed agire in sinergia troppo spesso si ostacolano e si bloccano a vicenda. Il nostro cervello tende ad entrare, troppo spesso, in fasi di stallo. Quanto meno, diventa meno facile dare il meglio di sé, usare appieno le proprie risorse e abilità.
Dal punto di vista scientifico e anche da quello pratico è perfettamente possibile fare qualcosa. Possiamo superare questo problema, anche se uno dei due emisferi celebrali è nettamente dominante sull'altro, il che è vero per la maggior parte delle persone. Nella stragrande maggioranza delle persone esiste una forte dominanza emisferica celebrale. Questo complica la possibilità che intuito e ragione si integrino in armonia. Esiste invece spessissimo un forte squilibrio nell'attività mentale. Sperry e Cazzaniga con gli studi scientifici che poi fruttarono al Dott. Roger Sperry il premio Nobel per la medicina, scoprirono per primi che il cervello umano è suddiviso in due emisferi con diverse funzioni e caratteristiche, e sedi di differenti capacità e abilità.
Il fatto è che il nostro sistema educativo da sempre privilegia smisuratamente, a partire alla scuola elementare fino agli studi universitari e post laurea, le capacità logico-razionali, quelle linguistiche, quelle matematiche, sulle capacità di tipo artistico, creativo, intuitivo e su quelle manuali. Tutte le capacità che sono privilegiate fanno capo all'emisfero celebrale sinistro, che è infatti dominante per la stragrande maggioranza delle persone. Questa dominanza emisferica sinistra per moltissime persone ha indubbiamente anche molti vantaggi. Come rovescio della medaglia però c'è "l'atrofizzazione dei muscoli" intuitivi, creativi e istintivi. In pratica sarebbe un po' come avere un lato del corpo, quello sinistro, estremamente tonico, forte, sviluppato, in alcuni casi forte come quello di un culturista. Invece l'altra parte, quella destra, è atrofizzata, debole, incapace quasi di funzionare. Ne deriva uno stato di squilibrio e disfunzione, che attraverso questo esempio è facile immaginare.
Questa situazione è un limite per moltissimi manager e imprenditori. Chi ha raggiunto buone posizioni e risultati importanti, ma non riesce ad eccellere o ad uscire dalle proprie difficoltà momentanee, anzi si ritrova in situazioni problematiche che si ripetono, probabilmente ricade in questo caso. Il fatto è che, se avessimo una parte del corpo sviluppata e l'altra atrofizzata, rafforzeremmo la parte debole. Invece quasi tutti si convincono che dovrebbero rafforzare e puntare ancora di più quella già forte. Inutile dire che in molti casi ciò non migliora affatto la situazione. Infatti la parte intuitiva e creativa è comunque presente e vitale, proprio perché è innata. Se non collabora ed agisce in sinergia con quella logica, finisce invece proprio per ostacolare e mettersi di traverso. La dominanza delle capacità razionali e logiche su quelle intuitive e creative può complicare la vita praticamente in ogni suo ambito.
Allo scopo di aiutare le persone a raggiungere buoni risultati anche mediante l'autoformazione, abbiamo creato gli Audiolibri della collana Self Coaching, disponibili per tutti coloro che vogliono migliorare le proprie prestazioni e i risultati. Francesco Martelli
Copyright 2011 Dott. Francesco Martelli - P.I. 03178060400 - Tutti i diritti riservati
|